Oggi 12 Maggio è la Giornata Internazionale dell’Infermiere e quest’anno cade nel bicentenario della nascita di Florence Nightignale, fondatrice dell’infermiristica moderna, e il 2020 l’OMS lo ha proclamato Anno dell’Infermiere!

E tutto questo accade mentre siamo nel bel mezzo di una Pandemia Mondiale nel quale nessuno di noi si aspettava mai di potersi ritrovare e che ha messo sotto i riflettori la nostra professione.

Sono così orgogliosa dei miei colleghi: della loro professionalità, della loro umanità e di quella capacità tipica della nostra professione che ti spinge sempre ad essere resilente e a trovare strategie per sopravvivere.

Fidatevi non siamo eroi, ma PROFESSIONISTI! La tecnica, la capacità, il sangue freddo e tante altre qualità che nel loro insieme vi fanno apparire la cura del paziente qualcosa di eroico, non vengono dal caso…da raggi gamma fuggiti da un laboratorio, dal morso di un ragno, da un altro pianeta.

Diventare infermieri costa fatica, impegno e anni su anni di studio destinati a non finire mai per via della formazione continua in medicina che è un obbligo di legge.

Avevo 19 anni quando sono entrata a Infermieristica all’Università di Bologna, ero praticamente un adolescente quando ho indossato la mia prima divisa e ho messo piedi in reparto. Delle volte capitava che dopo uno smonto notte impegnativo dovessi andare a lezione. Altre volte capitava che nella stanza dove c’era l’urgenza la prima ad essere dentro eri propri tu perché passavi di lì per cambiare un deflussore.

Il reparto ti cambia, ti fa mettere su le ossa, impari dai tuoi tutor e dagli altri infermieri, impari dai tuoi colleghi tirocinanti più grandi…impari perfino a tirare fuori un carattere nuovo, in grado di tenere testa a tutte le difficoltà di questa professione.

Studiamo tantissimo, lavoriamo moltissimo e siamo alla base della Sanità, siamo i professionisti che si prendono cura di voi, che vi danno la dignità che vi meritate in quanto persone nonostante la mattia.

Ho visto infermieri defibrillare qualcuno e il giorno dopo con un sorriso pettinare i capelli di una signora anziana che aveva visite solo il weekend.

Ci occupiamo di voi con tutta l’empatia e la professionalità che abbiamo e che non smettiamo mai di sviluppare, aggiornare e migliorare. Tocchiamo macchinari che per la loro complessità farebbero intimidire chiunque li veda senza conoscerli soprattutto sapendo l’importanza vitale che hanno per le persone che vi sono “attaccate”.

Smettetela di chiamarci eroi, perché siamo profesionisti, perché questa non è una semplice vocazione…questa è una professione che richiede rinunce che non tutti sono disposti a fare, che ti mette a muso duro davanti alla forza devastante della vita della quale fa parte anche la morte.

Per il nostro anno mondiale riconosceteci la nostra preparazione, date la giusta importanza alla nostra professione con le giuste tutele, rispetto e compenso!

Siamo Dottori in Infermieristica…non super eroi, quindi non stupitevi per quello che facciamo e che siamo in grado di fare piuttosto dateci quello che è nostro!

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